recensioni

Il mio libro del cuore quando ero bambina

Qual era il vostro libro preferito quando eravate bambin*? L’avete mai riletto a distanza di tanti anni?

Uno dei miei libri del cuore quando ero bambina (Geronimo Stilton a parte) era Che animale sei? di Paola Mastroccola: lo portavo con me ovunque, tanto che una volta lo stavo leggendo a scuola, durante la ricreazione, e una mia compagna di classe venne da me tutta curiosa, si innamorò della copertina e mi chiese di leggere insieme a me. Ogni ricreazione la passavamo noi due insieme a leggere la storia di un’anatra che si credeva una pantofola.

Perché l’ho riletto dopo anni non lo so bene nemmeno io: avevo bisogno di leggerezza, di un lungo, dolce e coccoloso abbraccio figurato, e visto che trovo trigger in letteralmente qualsiasi cosa il mio unico safe space sono i libri per bambini, punti bonus se sono i libri di quando io ero bambina.


L’unica era aspettare. Lucio aveva saputo da poco che la coda, se te la spezzano, poi ti può ricrescere. Ci vuole solo tempo. Lo aveva saputo da poco e gli era cambiata la vita: di colpo era diventato grande. Forse diventare grande è solo questo: sapere che la coda ti può ricrescere. Avrebbe voluto dirlo alla sua amica anatra che adesso le sembrava tutto orribile perché era come se le avessero spezzato la coda, ma che poi, ci voleva solo tempo…

(Lucio ovviamente è un lucertolo)

La protagonista, come vi ho anticipato, è un’anatra: noi la vediamo nascere, vediamo come un incidente la sbalza per strada, come finisca, appena nata, in una vecchia pantofola di pelo a forma di topo buttata vicino un bidone della spazzatura e come si convinca, una volta venuta al mondo, che sua madre sia la prima cosa che vede, quella che le ha tenuto caldo per tutto il tempo e che l’ha tenuta al sicuro: la pantofola. All’inizio, la nostra anatra si crede dunque figlia di una pantofola e pantofola lei stessa, poi un castoro di passaggio le dice che lui non sa che animale lei sia ma certo non una pantofola e da qui inizia il bizzarro e stravagante viaggio di un’anatra alla scoperta di sé stessa. Incontrerà tanti personaggi, alcuni amici ed altri che, chi in buona fede chi meno, tenteranno la strada più facile: imporle la propria identità, piuttosto che aiutarla a trovare la propria.

O la vita è così e basta, il tempo non è mai quello giusto, le cose devono andare in un altro modo, e non è mai vero che siamo noi a decidere come devono andare le cose, le cose vanno come vogliono loro.

Ricordavo il tono di voce irriverente e allegro, ricordavo che più d’una frase mi aveva fatto ridere di gusto da bambina e più d’una mi ha fatto lo stesso effetto anche adesso; la leggerezza è alternata a passaggi profondi e poetici, che suscitano una serie di riflessioni sulla società e sul contraddittorio mondo dei grandi, sull’identità personale e su quanto trovare il proprio posto nel mondo possa essere difficile, spesso forse anche doloroso, ma mai impossibile.

É una storia per bambini che in tanti definiscono troppo adulta per dei bambini: io devo dire che tanti spunti da bambina non li avevo colti, ed è interessante notarli con un occhio più consapevole perché danno profondità al racconto e stimolano la riflessione. Però c’è anche da dire che io, da piccola come pure adesso, l’ho apprezzato soprattutto per la sua parte più superficiale e d’intrattenimento: è stato bello leggere e basta, divertirsi ad incontrare personaggi buffi e frasi divertenti ed episodi surreali per il puro piacere di farlo, senza star troppo a ragionare sul mondo e l’attualità, senza insomma star troppo ad adultizzare sempre tutto (come è invece mia tendenza, data la favolosa vena polemica che mi caratterizza).

Poi è chiaro che anche il lato del libro più serio e profondo ha un suo senso d’esistere: da un certo punto di vista, che cosa sei grande a fare se ogni tanto non ti chiedi chi e dove e perché sei?

Stava diventando felice, perché, in fondo, è bello sapere chi siamo. É un pensiero che ci solleva, e ci conforta anche nei momenti più bui, quando tutto intorno cambia, diventi vecchio, magari perdi le persone care, cadi in disgrazia, ti crolla la casa … Non importa, c’è una cosa che non cambierà mai: che animale sei. L’unica tua incrollabile certezza.

sabrina

2 pensieri riguardo “Il mio libro del cuore quando ero bambina

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