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Un’altra bookchallenge perché sì

Hei people ☀️

Stamattina mi annoio, anche se tendenzialmente avrei cose da fare tipo studiare, riordinare la mia stanza che è un casino, cerare di capire in che paese del sudamerica è scappato il corriere di amazon col mio pacchetto che doveva arrivarmi l’altro ieri e soprattutto che se ne fa un corriere di amazon con il mio pacchetto, trovare generiche luci infondo a generici tunnel depressivi. Diciamo che ho da fare ma non ho voglia, per cui vi propongo una bookchallenge, per conoscerci meglio e scambiarci spunti di lettura.

Si chiama 12345 bookchallenge, ora vedrete il perchè.

5 LIBRI CHE AMO

Orlando di Virginia Woolf: dei libri letti fin’ora, questo mi è sembrato quello che condensasse meglio l’essenza di Virginia Woolf, ed anche uno dei suoi più semplici da seguire e da capire. Poi c’è anche il fatto che da una frase tratta da questo libro ho preso il nome per il blog, quindi un posticino nel mio cuore l’avrà sempre.

-Soffocare, Chuck Palahniuk: Palahniuk mi accompagna dall’adolescenza, e forse per questo io e lui abbiamo un rapporto ambiguo. Spesso non mi trovo con le sue idee, spesso mi infastidisce il punto di vista che dà alla narrazione, spesso mi annoia: altrettanto spesso, però, esce fuori con dei gioielli che Dio solo sa, e Soffocare è uno di quelli. Ca-po-la-vo-ro.

-Dedalus, James Joyce: unica cosa di Joyce che ho avuto mai il coraggio di leggere, tra l’altro con un sostanzioso contributo di Andrew Scott (il Moriarty di Sherlock) che ne ha lette alcune parti con il suo accento irlandese meraviglioso. Comunque celebrity-crush a parte, diversi elementi del libro hanno risuonato con parti di me che nemmeno conoscevo, e boh è strano e forse un po’ arrogante ma mi sono ritrovata in Joyce.

-Medea, Christa Wolf: scritto in tempi non sospetti, quando cioè i retelling dei miti greci non andavano di moda, in realtà è più di un retelling. Non riscrive la storia di Medea, la racconta per la prima volta com’è andata realmente, ripulita della narrativa misogina e razzista che ce l’ha fatto arrivare ad oggi.

-Vardo. Dopo la tempesta, Kiran Millwood Hargrave: anche qui siamo in tema streghe e caccia alle streghe, come in Medea, ma è ambientato in nord Europa. É un libro triste e potente, di cui ricordo la scrittura affilata e schietta dell’autrice e l’atrocità della storia, non del tutto inventata.

4 AUTOR* CHE COMPRO IN AUTOMATICO

-Loredana Lipperini: ho letto ancora poco di suo, sul blog vi avevo parlato di La Notte Si Avvicina di cui mi innamorai, e adesso lei la compro alla cieca, sulla fiducia. Anche perché con un certo orgoglio confesso di essere una figlia di…

Elena Ferrante: non esiste autrice al mondo che racconta ogni singolo aspetto dell’essere donne (la maternità com’è realmente, senza sdolcinature, i ruoli di genere, la sessualità, il rapporto con gli altri e le altre…) e lo faccia nel modo schietto, preciso, brutale, onesto di Ferrante. Devi amarla per forza.

-Irvine Welsh: lui lo adoro per varie ragioni, ma ammetto che la principale è che oltre a lui non ho mai letto (finora) nessun altro autore uomo che sapesse scrivere sul serio i personaggi femminili, o che fosse disposto, come lo è lui, ad ascoltare le donne e le loro esperienze prima di scriverne. Certo è che per leggerlo bisogna mettere da parte tante, tante resistenze (e qualche scorta di Plasil).

Zerocalcare. Punto, che c’è da spiegare. Tra l’altro i suoi video della quarantena e la serie tv m’hanno fatto scoprire gruppi e canzoni niente male, quindi potremmo dire che ZC abbia una duplice utilità.

3 GENERI CHE AMO

-Teatro: mia madre ha scaffali interi dedicati solo al teatro, io ci sono nata in mezzo ma non sempre lo capisco e non sempre è facile leggerlo. Ammetto, però, che più che leggerlo per capirlo, lo leggo per capire mia madre.

Poesia: non la capisco quasi mai questa, invece. Però Virginia Woolf diceva che “non ha importanza non capire quando il significato è chiaro”, quindi io non mi cruccio più di tanto se non capisco: mi basta vederci dentro quello che pare a me e crogiolarmi nel dolce liricismo dei versi.

-Trangressive Literature: alcuni dicono che non è nemmeno un genere ma più una “moda”, un trend, altri che un genere lo è eccome ma è troppo ‘scomodo’ per essere riconosciuto come merita. Io non lo so e non è che me ne importi granché, è quello che preferisco in assoluto e tanto mi basta.

2 POSTI IN CUI AMO LEGGERE

-davanti al fuoco, d’inverno: ho una comoda poltroncina davanti alla stufa che quando fa fuori freddo, magari piove, magari sei stanca, è il paradiso.

-a letto, di mattina presto: sono pigra e solitamente dormo troppo per fare questa cosa, ma ogni tanto svegliarmi all’alba, con la luce fioca rosa e celeste, il silenzio, gli uccellini, e prendermi del tempo in cui ci sono soltanto io è come rinascere.

1 LIBRO CHE VOGLIO LEGGERE PRESTO

-Please Kill Me: Uncensored Oral History of Punk: dicono sia la Bibbia del punk, anche se in realtà il punk per definizione non può avere bibbie di alcun tipo o non sarebbe punk, ma in ogni caso: ce l’ho in libreria da un po’ e non resisto, quell’Iggy Pop in copertina mi sta chiamando.


Fatemi sapere se lo fate anche voi, sono curiosa di conoscere le vostre risposte (e se lo fate su instagram taggete @crisevermore, ideatrice della challenge!). Io vi ringrazio d’avermi letto e vi saluto alla prossima,

sabrina.

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