Consigli di lettura

6 letture per l’8 marzo

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Donna ho deciso di sfidare me stessa e la mia proverbiale incapacità di elargire consigli di qualsivoglia tipo perchè mi faceva piacere parlarvi di alcuni titoli dedicati alla parità di genere: sono libri scritti da autori e da autrici, che trattano il tema del femminismo, dell’emancipazione, delle lotte contro le disuguaglianze di genere dipingendo la condizione femminile in modo chiaro, senza retorica e rivolgendosi, chiaramente, tanto alle donne quanto agli uomini.

Allons-y!


1. Perché il femminismo serve anche agli uomini, di Lorenzo Gasparrini

Partiamo con un saggio cortissimo ma efficacissimo, un testo in cui il filosofo Lorenzo Gasparrini scardina la concezione errata per la quale sono solo le donne a soffrire gli stereotipi e gli obblighi legati al genere. Brevissimo, illuminante, verissimo; si legge in un’oretta.

2. Girls, di Jessica Schiefauer

Dalla copertina di “Girls” per Feltrinelli

Tre amiche, grazie al nettare di una pianta magica trovata per caso, subiscono per alcune ore una trasformazione che cambia i loro corpi femminili in corpi di ragazzi maschi: per un po’, le tre amiche hanno la possibilità di vivere tutte le libertà legate all’essere uomini, e quest’esperienza di “cambio sesso” che si ripete notte dopo notte permette loro di capire sulla propria pelle le reali differenze e i reali punti in comune tra maschi e femmine. È un Young Adult molto particolare e anche molto triste, che però bilancia bene la serietà dei temi, ben approfonditi, con la leggerezza da lettura per ragazzi. Consigliatissimo per lettori giovani, ma adattissimo anche a lettori più adulti.

3. Medea: Voci, di Christa Wolf

Medea, sposa di Giasone, viene tradita per interesse dall’amato e per vendetta sacrifica i figli avuti da Giasone, uccide l’amante di lui e poi fugge: questo è il mito di Medea come ci giunge per bocca di Euripide. Chirsta Wolf, invece, riscrive il mito e ce lo fa vedere da un’altra prospettiva: la Medea di Wolf è una donna definita dalla gente come “una selvaggia” perché straniera e perché, cresciuta in una società che dà voce e spazio alle donne, rifiuta di piegarsi ai costumi patriarcali di una Corinto che la vorrebbe sottomessa, silenziosa e “meno arrogante”: la “selvaggia” Medea, la “strega” Medea qui non solo è innocente vittima di false e deprecabili accuse, ma è anche vittima di una cultura razzista e intollerante che si spinge decisamente troppo oltre.

4. L’artista del coltello, di Irvine Welsh

Trainspotting (1996)

Irvine Welsh, autore della fortunata Trilogia di Trainspotting, non è scemo e ha ben deciso di sfruttare al meglio il successo che il personaggio di Begbie in Trainspotting ha riscosso al cinema scrivendo un romanzo interamente a lui dedicato. Il motivo per cui ne parlo oggi è che, al di là della trama da thriller/noir e delle atmosfere ben diverse da quelle tratteggiate nella saga sopracitata, il libro mostra (in base alla lettura che ne ho dato io, almeno) tramite il personaggio dello “psicato” sanguinario Begbie, uno dei modi in cui la società fortemente patriarcale danneggia gli uomini: imponendo loro di sfoggiare mascolinità e virilità, dimostrare forza fisica brutale e tempra morale indistruttibile, zittire debolezze e bisogni emotivi/affettivi per provare a se stessi e agli altri di non essere “un f****o del cazzo”.

5. I Love Dick, di Chris Kraus

Dalla serie tv “I Love Dick” (2016)

Il desiderio sessuale femminile, specie quello eterosessuale, viene ancora troppo spesso considerato una cosa abietta, riprovevole, o semplicemente inesistente: per rimarcare sul concetto che il sesso non piace soltanto agli uomini e alle ninfomani, Chris Kraus scrive un provocatorio, arrabbiato, critico romanzo in cui una donna che porta il suo stesso nome si innamora di un amico del marito Silvère (amico che guarda caso si chiama “Dick”), fino a sviluppare una vera e propria fissazione (“concettuale”, dice lei, oltre che sessuale). L’infatuazione di Chris, condivisa con il marito, diventa un mezzo per approfondire il rapporto di coppia con un occhio di riguardo per la sfera sessuale femminile.

È un libro decisamente stravagante, denso di riferimenti letterari che Lemony Snicket gli fa un baffo e dissertazioni filosofico-culturali (che non lo rendono esattamente scorrevolissimo, siete avvertiti), ma che a me ha divertito non poco. C’è anche una serie tv tratta dal romanzo, prodotta da Amazon e con Kevin Bacon e Kathryn Hann.

6. King Kong Theory, di Virginie Despentes

Terminiamo questa carrellata di consigli non richiesti con la voce tagliente, aggressiva, incazzata, eccessiva di Virginie Despentes: la scrittrice e regista francese scrive per stracciare l’aura di pudore e intoccabilità che culturalmente circonda alcuni argomenti, come la pornografia specie quella femminile, la prostituzione come scelta e non costrizione, lo stupro e l’incapacità delle donne di rispondere con violenza alle aggressioni sessuali. King Kong Theory sta a metà tra il saggio e il memoir, parte dalle esperienze personali dell’autrice per poi addentrarsi in tesi personali (non sempre condivisibili del tutto) ma che urlano affinché donne e uomini si riprendano la loro sacrosanta indipendenza dalle aspettative sociali.

da “King Kog Theory”, V. Despentes

Buon otto marzo gente, e buone letture.

sabrina

2 pensieri riguardo “6 letture per l’8 marzo

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